Vi ricordate di Raffaella Bergé di Centovetrine? Ecco che fine ha fatto

Raffaella Bergé, tra la fine degli anni 90 e l’inizio dei Duemila, spopolava in televisione.

Entrare nel mondo dello spettacolo comporta di fare parte di una casta molto ristretta. A volte di questa casta sei il protagonista, a volte la comparsa. Spesso, da questa casta sempre più ristretta, si viene cacciati da un giorno all’altro. Perché, anche se non hai fatto nulla, non puoi macchiarne la dignità.

È un po’ questa la storia di una meteora televisiva come Raffaella Bergè, attrice che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila spopolava in Centovetrine.

Per chi non se lo ricordasse, CentoVetrine è stata una soap opera italiana prodotta da Mediavivere in 15 stagioni dal 2001 al 2016 per le reti televisive Mediaset. Ambientata a Torino, tratta di amore e affari intrecciando le storie di più famiglie legate alla catena di negozi CentoVetrine e alla ditta Ferri.

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La serie fu trasmessa quasi interamente su Canale 5 dall’8 gennaio 2001 all’8 agosto 2016; per tre mesi, tra il 15 dicembre 2014 e il 10 marzo 2015 fu altresì trasmessa da Rete 4. Con 3 318 episodi prodotti e trasmessi in 15 stagioni è la soap opera italiana più longeva dopo Un posto al sole.

La serie raccontava le storie di alcuni personaggi impiegati o legati all’immaginario centro commerciale CentoVetrine, situato nel centro di Torino, dove ha sede anche un importante gruppo finanziario: storie d’amore e di passione, tradimenti, vendette, ma anche lotte per il potere e scontri dinastici. Nei suoi anni migliori la soap opera arrivò a toccare anche i 4 milioni di spettatori, per poi crollare nelle ultime puntate a 400 mila.

Tra le protagoniste assolute c’era lei, Raffaella Bergè, attrice, cantante e ballerina, che interpretava la spietata donna d’affari Marina Kröger. Tante ospitate, tanta tv, tanta popolarità. Fino al 23 aprile del 2003, quando venne arrestata.

Come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Simonetta D’Alessandro, la Bergé, all’anagrafe Raffaella Bigonzi, venne accusata di riciclaggio di denaro avendo compiuto “operazioni atte a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa” di un assegno circolare di 200mila euro.

Per la procura di Roma infatti quei soldi, utilizzati “per esigenze personali” dall’attrice sarebbero collegati ai proventi del marito Mario Calcagni, 62 anni, imprenditore romano rinchiuso a Regina Coeli nell’ambito di un’inchiesta su false attestazioni alle aziende  per consentire loro di partecipare a gare di appalto senza avere i requisiti richiesti.

Per i pm di Roma Nello Rossi e Giancarlo Cirielli, le ditte in cambio delle attestazioni sborsavano fino a 700 mila euro. I reati ipotizzati sono, di associazione per delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti.

L’attrice venne rilasciata il 9 maggio. Ma da quel momento nulla si sa più di lei. Nssun lavoro, nessuna apparizione tv, niente di niente. Anche Wikipedia tace. C’è un profilo Facebook, ma anche quello non troppo attivo.

Raffaella, dove sei finita? E soprattutto, come è finita l’indagine? Raccontacelo qui. Ti aspettiamo.

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