Vi ricordate di Romina Mondello? Ecco che fine ha fatto l’attrice

Romina Mondello è diventata famosa per molte fiction televisive. Ecco cosa fa oggi.

Gli inizi con Miss Italia, la partecipazione a Non è la Rai, la conduzione con Amadeus di Domenica in, le tantissime fiction con una predilezione per il poliziesco (da La piovra 7 a Ris – Delitti imperfetti).

Romina Mondello dalle luci più frivole e luccicanti della tv, ora è approdata a quelle più intense e profonde del teatro.

In questi giorni è in tour teatrale, con Medea, uno dei personaggi immortali della letteratura tragica. Spaventata?

«È un personaggio che un’attrice si augura di interpretare nella propria carriera — riflette Romina Mondello, 45 anni — ma ci vuole una certa dose di incoscienza ad affrontarla».

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Il successo per lei è arrivato subito, violento e improvviso, una popolarità sfacciata ad appena 21 anni: «La piovra faceva ascolti pazzeschi, numeri che oggi non esistono. Ma non sono mai stata attratta dalla popolarità, anzi ho sempre cercato di proteggermi, la celebrità ti consuma».

Voleva fare il medico «per aiutare gli altri», ma poi ci si è messo di mezzo il teatro (ha iniziato a 17 anni con i laboratori) e ha cominciato la carriera di attrice, lei che per natura si definisce «schiva e riservata».

Un timido che sta sul palco è come un camaleonte esibizionista, non è una contraddizione? «Sul palco non porto in scena la mia vita, ma la vita di altri. Il personaggio che interpreti è sempre una maschera che ti protegge: non sono io a parlare, ma qualcuno lo fa attraverso di me: mi “espongo” ma con le parole e i sentimenti di altri».

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Adesso dà voce alla Medea di Euripide (suo anche l’adattamento nello spettacolo diretto da Emilio Russo): «Sono partita dal tema dell’abbandono, che è ricorrente nella vita di Medea: prima lascia la sua patria — la Colchide — quindi subisce l’abbandono di Giasone: a quel punto si sente sola nel profondo, senza patria, senza famiglia, senza punti di riferimento, in bilico tra ragione e follia. In lei c’è qualcosa che tocca tutti, il vuoto che nasce da una separazione: anche io ho convissuto con la paura di venire abbandonata, mio papà ha sempre avuto problemi di salute, ho passato anni in uno stato perenne di precarietà. È morto 5 anni fa, ma continuo ancora oggi a sentire la sua mancanza. Duemila e cinquecento anni dopo Medea è ancora attuale: il tema dell’abbandono è universale e riguarda tutti».

Siamo tutti comunque in trepidante attesa di vederla tornare in televisione. Magari in una nuova fiction.

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