Vi ricordate di Tosca? Ecco che fine ha fatto la cantante

Nel 1996 vinse il Festival di Sanremo con Ron.

Non in molti lo ricordano. Ma lei ha vinto Sanremo. Cantando al fianco di Ron Vorrei incontrarti fra Cent’anni. Tiziana Tosca Donati, in arte Tosca. Classe 1967, non arriva immediatamente al canto ma arriva immediatamente all’arte, fin da piccola sa con assoluta certezza di voler campare di quello, e prima ancora della musica c’è il teatro.

Io sono sempre stata una ragazzina indipendente, non volevo assolutamente pesare sulle spalle dei miei genitori, ho detto a mio padre che non volevo fare l’università. Trent’anni fa era un po’ diverso, se volevi fare questo mestiere non è che avevi tutto questo tempo da dedicare ad altro perché era tutto più artigianale, più carnale, ti dovevi dare da fare, non avevi il tempo di studiare. Quasi tutti gli artisti della mia generazione infatti nessuno è laureato. Allora lavoravo in teatro, il Rossini, a Roma, teatro dialettale, e mi davano 16 mila lire a spettacolo ed io non ci vivevo, così ho saputo che c’era un locale che si chiamava Talent Scout che cercava qualcuno che facesse una sorta di piano bar e mi presentai“, ha raccontato la cantante.

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In questo locale andava ogni sera Renzo Arbore – ha aggiunto – con tutta la sua cricca, era il periodo subito dopo Quelli della notte, in pieno Indietro Tutta, una sera mi disse ‘Tu sei brava, lasciami il tuo numero’, io ho pensato ‘Gli avrò fatto tenerezza, ero una ragazzina’, invece quella sera lui era con Claudio Mattone, uno dei maggiori autori e compositori italiani, e cominciai a lavorare con loro. Andò così, ho iniziato come vocalist, tutte le cose che senti, tutti i cori di Indietro Tutta, D.O.C., qualsiasi cosa ero io. La coppia d’oro eravamo io e Paola Cortellesi, lei cantava Cacao Meravigliao, era proprio una bambina. Andavo prima a recitare e poi mi cambiavo e andavo a cantare“.

Nel 1990 Arbore le concede ancora più visibilità invitandola a partecipare ad un altro programma di successo “Il caso Sanremo”, insieme anche a Lino Banfi, e da lì tutto è cominciato, Tosca, ai tempi ancora semplicemente Tiziana Donati, crede che il suo futuro sia scritto, sempre al fianco dell’uomo che l’ha scoperta, ma Arbore ha altro in mente per lei. “Ricordo ancora il grandissimo dolore di quando lui stava per partire con l’Orchestra Italiana e mi disse di andare per la mia strada, una cosa che lui faceva spesso con le persone che amava e stimava, come Benigni, Marisa Laurito…ma lui diceva che se fossi rimasta lì la mia strada sarebbe rimasta legata a lui, invece dovevo volare“.

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Ed è lì che davvero inizia tutto, con un primo contratto con l’allora RCA. “Una cosa non proprio bellissima, perché ero gestita da un produttore e accettai dei compromessi artistici che non erano in alto ma in basso. Come dice Carmen Consoli, i compromessi nel nostro mestiere ci sono, come in qualsiasi altro mestiere, l’importante è che il compromesso deve essere in alto, mai in basso, sai che è un passaggio che ti porterà a qualcosa, che ti deve arricchire, se ti impoverisce è un compromesso sbagliato; ecco, quello era un compromesso sbagliato, perché artisticamente mi andava a far fare cose che non mi andava di fare”.

Qualche esempio? “Cantare canzoni che non mi piacevano, un po’ quello che succede nei talent, anche se i ragazzi non hanno il coraggio di dirlo. Oggi si confezionano questi dischi a tavolino e poi tu ti ritrovi a incarnare un’immagine che non è quella che vorresti avere, non sei trattata da progetto ma sei trattata da prodotto”.

Quel periodo però porta anche delle soddisfazioni impagabili, come le collaborazioni con alcuni tra i più importanti artisti del cantautorato italiano come Lucio Dalla, Riccardo Cocciante e Renato Zero.

Si è stato un momento di grande crisi ma anche grande rinascita, che culminò con Vorrei incontrarti tra cent’anni e quella grandissima popolarità inaspettata”.

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Grazie a quel Sanremo, a quella vittoria molto contestata (molte le voci di una vittoria in quell’edizione che sarebbe spettata al pezzo presentato da Elio e Le Storie Tese, “La terra dei cachi”), Tosca scopre come funziona il mondo della discografia italiana. “Il mondo discografico pop è un mondo molto pragmatico e programmatico, ed io l’avevo immaginato in maniera totalmente diversa, io venivo dal mondo ‘arboriano’, io ho sempre lavorato sulla bellezza e sull’artigianalità di questo mestiere, mi ritrovavo invece in una catena di montaggio. Tutto veniva studiato a tavolino, non era quello che volevo”.

Ma ormai la giostra è partita, Vorrei incontrarti fra cent’anni si avvia a diventare un classico della canzone italiana, ma qual è il segreto di quel brano? “Intanto la frase. Tutti quando sono innamorati di una persona pensano questo, vorrei incontrarti fra cent’anni è una bella frase e anche “paracula”, poi tutto è costruito molto molto semplicemente. Rosalino (Ron) ha costruito questa canzone in maniera molto semplice, botta e risposta, la concezione di un duetto classico con una miscela che ha funzionato, poi non sai perché certe cose funzionano e altre no. Le nostre due voci hanno funzionato, il nostro incontro funzionò. Così io mi sono ritrovata con questo grande successo in mano, ma io volevo avere gli stessi tempi di prima, volevo avere la felicità di andarmene in tournée, andare a mangiare dopo il concerto, divertirmi, cantare quello che mi piaceva…invece mi ritrovavo con tante aspettative”.

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È una romantica, Tosca, innamorata dell’arte (“la musica appartiene alla famiglia dell’aria, dei colori…”), si ritrova tra le mani esattamente quello che qualsiasi persona si avvicina alla musica con un sogno in tasca vorrebbe, ha appena vinto Sanremo, ha dalla sua pubblico e critica, eppure fa una scelta del tutto inaspettata, del tutto controcorrente. “Perché io volevo essere legata all’arte e non ai numeri. Semplicemente questo. Volevo essere libera, ma la libertà ha un prezzo. Come un artigiano, che alle volte fa un lavoro molto amato e alle volte no. Per restare in quel mondo invece bisogna rispettare uno standard, e per rispettare uno standard ci sono delle regole che poi la maggior parte delle volte consistevano nel cantare canzoni delle quali non me ne fregava niente. Lustrini, paillettes…ma poi sul palco ci dovevo andare io. Essere condizionati dal successo è una cosa terribile”.

Nel 1997 partecipa ancora a Sanremo con il brano Nel respiro più grande, scritto da Susanna Tamaro e musicato da Ron e in primavera esce il suo quarto album Incontri e passaggi dove interpreta canzoni scritte per lei da Ennio Morricone, Lucio Dalla, Massimo Bubola, Renzo Zenobi, Mariella Nava, Chico Buarque, Ivano Fossati, Grazia Di Michele e altri. Vince la Targa Tenco 1997 come migliore interprete.

Nel 1997 doppia, sia per la parte recitata che per quella cantata, il film di animazione della 20th Century Fox Anastasia insieme a Fiorello. Nello stesso anno interpreta il ruolo della protagonista Milly nel musical campione di incassi Sette spose per sette fratelli con l’étoile Raffaele Paganini.

Nel 1999 inizia una collaborazione con il Vaticano partecipando a diversi eventi televisivi in mondovisione per il Giubileo. Viene scelta per interpretare Mater Iubilaei, inno mariano del Giubileo del 2000. Nel maggio dello stesso anno esegue per la prima volta la neonata preghiera nella grotta di Lourdes. È la prima cantante al mondo che si esibisce sotto la grotta. Per tutto il 2000 porta Musica Caeli, un concerto di arie sacre inedite, nelle più grandi chiese e cattedrali di capitali straniere di fronte alle massime autorità di varie religioni. Canta Mater Iubilaei sotto la porta Santa prima della chiusura di Giovanni Paolo II.

Nel 2001 debutta nella prestigiosa rassegna Taormina Arte nel ruolo della protagonista nel musical Salvatore Giuliano insieme a Giampiero Ingrassia con la regia di Armando Pugliese. Nel 2002 recita e canta nello spettacolo Wozzeck, Lulu, la morte e gli altri al fianco di Carla Fracci per la regia di Beppe Menegatti al Teatro dell’Opera di Roma. Recita in un’edizione di Monologhi della Vagina per la regia di Emanuela Giordano.

Nel 2003 debutta col suo nuovo spettacolo di teatro-canzone Notte in Bianco, di cui è anche autrice, per la regia di Claudio Insegno, associato all’uscita del suo quinto CD Sto bene al mondo. Tra il 2003 e il 2005 interpreta il ruolo di Jenny delle spelonche nellOpera da tre soldi di Bertold Brecht al fianco di Massimo Venturiello e sempre con lo stesso attore interpreta Nadia nel Tango delle ore piccole di Manuel Puig nella stagione 2004/2005. Nello stesso periodo (2004-2005) interpreta canzoni romane nello spettacolo Semo o nun semo di Nicola Piovani.

Nel giugno 2005 debutta ad Asti Teatro con lo spettacolo di teatro-canzone Romana, omaggio a Gabriella Ferri, per la regia di Massimo Venturiello. Nello stesso anno, partecipa alle riprese di Baciami piccina, un film con Neri Marcorè e Vincenzo Salemme. Nel 2006 è candidata al Nastro d’argento per la canzone originale Tra cielo e terra di Pietro Cantarelli tratta dalla colonna sonora dell’omonimo film. Dal 2006 al 2008 è Lucia nello spettacolo Gastone di Ettore Petrolini per la regia di Massimo Venturiello.

Nel 2007 partecipa al festival di Sanremo con la canzone Il Terzo Fuochista scritta da Massimo Venturiello e musicata da Ruggiero Mascellino. Nella stagione teatrale 2008-2009 interpreta Gelsomina nell’adattamento teatrale de La Strada tratto dal film di Federico Fellini, per la regia di Massimo Venturiello. Lo spettacolo vince tre premi Olimpici del teatro come migliore regia, migliore musica originale e migliori costumi. Dal 2009 al 2011 è in scena con lo spettacolo di teatro-canzone Musicanti (Sonata a Cosimina) con Massimo Venturiello che ne cura anche il testo e la regia.

Nel giugno del 2010 è la voce protagonista della composizione di Marco Betta su libretto di Francesco Busalacchi La Corona di Tombacco. Sempre nello stesso anno incide un CD di musiche del Trentino, Trentino Senza Tempo con il corpo bandistico di Albiano, diretto da Marco Somadossi. Nel febbraio del 2011 esce il brano Il Bel Paese degli Animali scritto da Massimo Venturiello e musicato da Ruggiero Mascellino, canzone di protesta contro le dittature. Nell’aprile 2011 debutta con lo spettacolo Il borghese gentiluomo di Molière con Massimo Venturiello che ne cura adattamento e regia; la pièce sarà in scena fino al 2013.

Partecipa allo spettacolo Italiane nel settembre 2011, al teatro Argentina di Roma con Maddalena Crippa e Lina Sastri, per la regia di Emanuela Giordano. Nell’ottobre dello stesso anno, debutta con il suo nuovo spettacolo di teatro-canzone Zoom spartito cinematografico testo e regia di Massimo Venturiello e direzione musicale di Ruggiero Mascellino. Nel 2013 partecipa all’album “Cantabile” di Nicola Piovani con il brano “Il merlo innamorato”, riproposto durante il Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma, accompagnata dallo stesso Piovani e da un gruppo di musicisti.

Il 30 settembre 2014 esce “Il suono della voce”, album contenente pezzi scritti, tra gli altri, da Ivano Fossati e Joe Barbieri, alcuni brani cantati in diverse lingue tra cui il libanese, l’yiddish, il rumeno, il giapponese mentre altri della tradizione napoletana e romana sono stati rivisitati in chiave originale.

Alla fine del 2014 viene nominata direttore della sezione Canzone di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, laboratorio di alta formazione della Regione Lazio, in collaborazione con l’Università di RomaTre e il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma[1]. Nell’aprile del 2015 debutta nello spettacolo teatrale “Il grande dittatore”, prima trasposizione mondiale del capolavoro cinematografico di Charlie Chaplin con e per la regia di Massimo Venturiello.

Nello spettacolo di Capodanno 2018, tenutosi al Circo Massimo, regala un omaggio sulla canzone romana alla città di Roma. In questa occasione è la prima artista italiana a collaborare in uno spettacolo della compagnia teatrale catalana La Fura dels Baus.

Nel 2018 porta il tour Appunti musicali dal mondo in Brasile, Portogallo e Francia, suonando in club prestigiosi e duettando in ogni città con artisti di fama mondiale: Alice Caymmi, Mariene De Castro, Aline Calixto, Awaly. Inoltre, incontra: Marisa Monte, Cristina Piovani, Ivan Lins, Luisa Sobral, Ivano Fossati. Grazie a questo viaggio è stato realizzato il documentario Il suono della voce (prodotto da Leave Music/Rai Cinema) per la regia di Emanuela Giordano, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma 2019, nell’ambito della sezione autonoma Alice nella città.

Il 31 dicembre 2018, dopo dieci anni, riporta in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma “Romana – il concerto”, omaggio a Gabriella Ferri, dove registra il sold out.

Nel 2019 è madrina della quindicesima edizione del Premio Bianca d’Aponte – Città di Aversa e vince la Targa Tenco per il migliore album a progetto “Viaggio in Italia” con gli Adoriza. L’album-progetto nasce dal ciclo di incontri sulla musica popolare tenuti da Tosca, Paolo Coletta e Felice Liperi nell’ambito del Laboratorio di Alta formazione della Regione Lazio Officina delle Arti Pierpaolo Pasolini. La produzione, arrangiamenti e direzione artistica sono di Piero Fabrizi. A ottobre è uscito il suo album Morabeza, prodotto da Joe Barbieri, in cui collabora con Luísa Sobral, Cezar Mendes, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimee, Lenine, Vincent Segal, Awa Ly, Gabriele Mirabassi.