Vi ricordate Mauro Di Francesco? Ecco che fine ha fatto l’attore

Curiosità su uno degli attori più amati degli anni 80 e 90.

È stato uno di quegli artisti anni Ottanta e Novanta che poteva contendere la scena a Jerry Calà.

Col vantaggio che lui, Mauro Di Francesco, nel mondo dello spettacolo in un certo senso ci è nato e ne è stato un bambino prodigio. Sembrava davvero un treno che nessuno poteva fermare, che riusciva persino a stare simpatico ai bambini, forse per la sua “non altezza”. Eppure a un certo punto tutto questo si è fermato.

Figlio di una sarta e di un direttore di palcoscenico teatrale, inizia a recitare sin da ragazzino. Nel 1968, a soli 17 anni, recita nello sceneggiato a puntate trasmesso dalla Rai La freccia nera, interpretando il ruolo del giovane Robby. Negli anni settanta entra a far parte del Gruppo Repellente, ideato da Enzo Jannacci e Beppe Viola, assieme a Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Giorgio Porcaro ed Ernst Thole.

Ha preso parte poi a numerose commedie degli anni ottanta, fra tutte “Sapore di mare 2”, quella dove gridava con le lacrime agli occhi «Sei andata via, Alina. E chi se ne frega!», affidando al mare di Forte dei Marmi la sua ultima bugia».

Dopo il successo decennale, l’attore è sparito per anni dalle scene in seguito a un trapianto di fegato al quale si è dovuto sottoporre a causa di una cirrosi epatica. Colpa dell’alcol. «Eh, fuori tutte le notti, ho cominciato a bere a 10 anni e ho smesso a 55. Faccio un appello a tutti i ragazzi: lasciate perdere, alcol è peggio della droga. Non riducetevi come me, sono un miracolato dopo il trapianto di fegato. Ora voglio fare il testimonial dei donatori di organi».

LEGGI ANCHE: Ornella Vanoni shock: “Fumo una canna per addormentarmi”.

E poi? «Credo che qualche personaggio mi abbia voluto tagliare le gambe e abbia cercato in tutti i modi di mettermi in un angolo. Oggi scrivo, dipingo, ho alcune attività che mi permettono di vivere dignitosamente, perché non potrei campare solo con la pensione».

E recitare? «Ho proprio deciso di non fare più questo lavoro. Il fatto è che mi è venuta la nausea, ho la crisi di rigetto. In tv poi si vedono cose improponibili. E anche al cinema». Il suo non è un due di picche definitivo, ma per tornare non è intenzionato a scendere a compromessi.

LEGGI ANCHE: Quando è nato Gesù? Il 25 dicembre o in un’altra data?

«Non voglio rinnegare Carlo Vanzina, che amavo. Il fatto è che non mi va più di girare cinepanettoni e affini. Non voglio fare come Boldi, ecco. A meno che non venga uno come Sorrentino. Ma con una cosa bella, un ruolo importante. Pensi, sono così determinato che ho delle pretese anche su Sorrentino».

Tutti noi speriamo che Mauro, “Maurino” per gli amici, torni e cambi idea. Recitare è come andare in bici. Una volta che cominci sai per sempre come si fa.

LEGGI ANCHE: Cosa succede al nostro corpo se mangiamo le banane ogni giorno.