Vitalizi, l’ex deputato su Facebook: “Ho fatto male a non rubare”

Enzo Raisi
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Sta facendo discutere e non poco il post pubblicato ieri, martedì 25 luglio, sul proprio profilo Facebook, da Enzo Raisi, ex deputato.

Il tema è la legge sui vitalizi che è in discussione alla Camera dei Deputati.

Ecco il post:

Dunque ho pagato per quasi 20 anni l’INPS poi ho smesso perché sono diventato parlamentare e avendo il vitalizio non volevo giustamente accumulare pensioni. Ovviamente 20 anni di contributi buttati via perché non cumulabili con il vitalizio essendo due gestioni diverse. Ho pagato per 15 anni i contributi per il vitalizio, solo per i due anni e mezzo della legislatura Prodi che è durata 2 anni e mezzo ho sborsato oltre 50 mila euro per i due anni e mezzo mancanti. Ironia della sorte ora, se passa la nuova legge voluta dai nuovi populisti Pd, leggasi sig Richetti e i grillini che fanno a gara per attribuirsi questa legge, non avrò né la pensione INPS né il vitalizio. Ho detto che rinuncio al vitalizio e a tutti i diritti però che almeno mi ridessero indietro i soldi versati e mi rispondono che è impossibile, non li hanno. Se aggiungo che ho fatto 25 anni il consigliere comunale e l’assessore per i quali giustamente non è previsto alcuna pensione ho fatto bingo. Ringrazio il mio Paese ho solo fatto male a fare politica e a non rubare questa la sintesi. Grazie di cuore Italia vi meritate solo i ladri questo è quello che meritate“.

Raisi è stato eletto deputato con Alleanza Nazionale nel 2001 e poi nel 2006 e nel 2008 con il PDL.

Poche ore dopo un altro post. Eccolo:

Tanto per incominciare a mettere i puntini sulle i i due grandi fautori della legge sui vitalizi chi sono: Di Maio, uno che nella vita non ha mai fatto nulla e viveva con i soldi di papà fino a quando non arrivato alla Camera dei Deputati, l’altro Matteo Richetti si dichiara pubblicista ovviamente lavora come dipendente della provincia dove è entrato chiaramente grazie ai suoi rapporti con la politica e quando è diventato parlamentare col cappero che si è dimesso ma si è messo in aspettativa facendosi pagare i contributi pensionistici dal suo datore ossia la provincia ossia noi. Ah ah e voi volete dare lezione di morale a me sui vitalizi che ho sempre lavorato nel privato, quando sono entrato in parlamento ho dovuto lasciare la mia professione e i contributi me li sono sempre pagati dalle mie tasche? Ma fatemi il piacere“.