Parcheggiano l’ambulanza per giocare alle slot machine: dipendenti sospesi

Davvero increscioso quanto accaduto a Voghera, in viale Repubblica.

Gli autisti di un’ambulanza hanno lasciato il veicolo in mezzo alla strada, con le quattro frecce inserite, per andare in un bar e giocare alle slot.

A bordo dell’ambulanza c’erano due dipendenti della cooperativa sociale First Aid One, di recente aggiudicataria dell’appalto per la gestione dei trasporti interospedalieri in provincia di Pavia.

I due sono stati scoperti da un passante che ha fotografato il mezzo e ha pubblicato la foto su Facebook, scatenando giocoforza molti commenti negativi, nonché centinaia di condivisioni.

La Cooperativa Sociale, appena saputo di quanto accaduto, ha provveduto a sospendere i due dipendenti e ha avviato una procedura disciplinare.

Gli operatori sono stati sospesi in via cautelativa – ha fatto sapere la Cooperativa – attendiamo le giustificazioni in merito all’accaduto che devono pervenire entro cinque giorni. Quanto successo può avere ripercussioni negative sull’immagine della cooperativa“.

Riceviamo e pubblicazione la nota stampa della cooperativa First Aid One:

First Aid ccop sociale denuncia le manovre persecutorie delle quali è oggetto da parte di ignoti a seguito delle contestazioni degli Appalti pubblici che gestiamo a Mantova e Pavia. L’atteggiamento persecutorio e infamante, culminato con l’ultimo colpo di scena: la “presa in diretta” di un video divenuto virale sui social network che da 48 ore sta sollevando l’indignazione generale, è il prodotto di una ricercata diffidenza verso chi indossa le nostre divise sul territorio lombardo. Un territorio, ricordiamo, dove lavoriamo con dignità e coerenza da oltre 10 anni, con attestati di stima e fiducia da parte delle Istituzioni territoriali. Benché censurabile, dunque, riteniamo che l’episodio resti un fatto isolato che non attiene al codice deontologico della nostra Azienda e non può infangare il nome e la divisa che i nostri collaboratori portano con dignità e professionalità comprovata. Con la stessa serietà che ci contraddistingue, annunciamo fin da ora azioni legali contro chiunque intende minare la stabilità della nostra Azienda, la serenità, la trasparenza e la correttezza dei nostri operatori. Mentre con decisione puntiamo il dito contro i responsabili di un’azione giunta, con l’immissione del video su FB, alle ultime disperate battute di discredito. Infatti risulta che il video “virale” sia stato postato da un esponente della Croce Rossa Italiana di Voghera, verso il quale abbiamo già sporto regolare denuncia, che assieme ad altri militi evidentemente ha condiviso la strategia diffamatoria, attraverso commenti calunniosi riservati alla nostra Azienda.

A nostro avviso non avendo altri strumenti legali, per raggiungere il proposito del discredito.

A partire dall’aggiudicazione contestata (ci riferiamo a Pavia) passando per quella di Mantova (dove indaga la Procura della Repubblica). A Pavia per aver costituito un “cartello” di croci (per ammissione pubblica attraverso tutti quotidiani locali da parte della CRI e dell’ANPAS) a nostro avviso con l’evidente scopo di piegare la Pubblica amministrazione alle proprie richieste.

Richieste censurate dall’ASST che in risposta alle considerazioni delle organizzazioni delle croci pavesi ha dichiarato di non poter affidare i servizi al costo richiesto dagli operatori.

A Mantova con la fondata ipotesi di un reato compiuto in nostro danno per sottrarci un appalto che non poteva non esserci aggiudicato. (come si evidenzia da querela di parte promossa da First Aid One che al momento è persona offesa da reato).

Questi sono i fatti che scuotono le croci. Il mondo del volontariato che ruota attorno a CRI ed Anpas sembra infatti disinteressarsene, intento a produrre veleni e livore gratuito che trasuda da ogni post. A tal riguardo ricordiamo come il Capitolato di gara di Pavia non è stato impugnato nelle sedi preposte e la contestazione resta un atto promosso sul territorio dalla fucina dell’odio. Qualcuno infatti dovrà spiegarci quali siano le incompatibilità tra l’attitudine, al gioco d’azzardo, legalizzato dallo Stato, attraverso le slot machine e l’uso dei rimborsi a piè di lista attraverso convenzioni gonfiate.

Il comportamento dei nostri soccorritori, seppur censurabile, è limitato all’uso del loro denaro, e non del denaro pubblico. Denaro questo, che forse fa gola a chi esprime alti sentimenti civici, salvo poi dover far transitare il lavoro grigio alla voce “volontariato”.

Il nostro appello va dunque ai Prefetti di Pavia e Mantova, affinché vigilino sulle azioni persecutorie fin qui poste in essere (attraverso i post che si rincorrono sui profili Facebook) e le azioni gravemente lesive del diritto alla privacy e del diritto ad esercitare il proprio lavoro, nella civile e armoniosa convivenza. Un diritto che la nostra Azienda rivendica per sè stessa e per i propri operatori, essendosi da sempre contraddistinta sul campo, dal Nord al Sud Italia, grazie ad una collaudata squadra di professionisti che non sarà intimorita da vili e disperati espedienti.