Voleva laurearsi a 9 anni ma c’è stato un inghippo

Laurent Simons stava per laurearsi a tempo di record.

Si dice che Una laurea e un caffè non si deve rifiutare mai. In questo caso c’è chi il pezzo di carta lo voleva. Perché era ed è un bambino prodigio. Di appena nove anni. E questa laurea stava per ottenerla. Ma è accaduto un problema.

I bambini prodigio possono avere anche genitori in grado di fare prodigiosi capricci. Di Laurent Simons, 9 anni, avevamo parlato un mese fa, dando la notizia che conseguendo a dicembre la laurea in ingegneria elettronica presso la Eindhoven University of Technology (TUE), nei Paesi Bassi (corso complesso anche per studenti di età media), sarebbe diventato il più giovane laureato del mondo. Record. Ma Simons ha lasciato il suo corso. Il motivo: una disputa sulla data.

L’università, dopo aver considerato il numero di esami che Simons dovrebbe ancora sostenere, gli ha consigliato di terminare i suoi studi entro la metà del 2020, invece che alla fine di dicembre. «E sarebbe ancora, lo stesso, un programma incredibilmente veloce», ha dichiarato l’università alla Cnn. Ma il consiglio è stato respinto. Dal padre.

TUE ha spiegato come Alexander Simons abbia «ribadito l’esplicito desiderio che suo figlio ottenga la laurea all’età di 9 anni, il che significa che Laurent dovrebbe completare entro dieci mesi un corso di studi che normalmente durerebbe tre anni». Interpellato al riguardo il padre ha replicato che prima d’ora non c’erano stati problemi con il calendario accelerato.

Stufa e offesa, la famiglia ha deciso quindi di togliere Laurent dalla TUE e di accettare un’altra offerta per un dottorato negli Stati Uniti. «A volte si devono fare delle scelte», ha detto Alexander alla Cnn. Laurent non sarebbe stato in grado di dividere il suo tempo tra due istituzioni. «Non si può sapere quando e se avrà di nuovo questa opportunità». Infine ha suggerito che la mossa di TUE di ritardare gli studi del suo figliol prodigio è legata alla decisione della famiglia di trasferirsi in un’altra università. «Non sono stati corretti», ha detto. «Laurent non appartiene a loro». A quanto pare Laurent non appartiene neanche a Laurent.

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In risposta, Ivo Jongsma, portavoce della TUE, ha chiarito che «non cercheremmo mai di tenere i nostri studenti per noi». Mai tagliare le ali ai cuccioli da record. L’Università ha aggiunto di considerare «deplorevole» il sospetto dei Simons sul nuovo calendario e sulla decisione dell’ateneo.

«I suoi supervisori si sono divertiti a lavorare con lui, non solo per il suo enorme talento, ma anche perché è un ragazzo molto gentile e curioso», ha detto l’università. «Per Laurent la porta è ancora aperta purché le condizioni rimangano realistiche».

La famiglia Simons non ha fissato la data di inizio studi negli Stati Uniti, né ha rivelato di quale università si tratti, solo che Laurent farà un dottorato di ricerca in ingegneria elettronica. «Ne parleremo al momento giusto» ha detto il padre, «non vogliamo esercitare pressioni su di lui». Infatti, non sembra.

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