Willy Monteiro Duarte, Gabriele Bianchi: “Non l’ho toccato neanche con un dito”

La sentenza è attesa per il 4 luglio

Gabriele Bianchi, uno dei quattro accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane massacrato di botte a Colleferro nel settembre del 2020, ha affermato: “Non l’ho toccato nemmeno con un dito. Io non sarei stato in grado, nemmeno se lo avessi voluto, di fare quello di cui mi si accusa”.

Queste parole sono state pronunciate nel corso di dichiarazioni spontanee davanti alla Corte d’Assise di Frosinone da Gabriele Bianchi.

E Massimiliano Pica, difensore dei fratelli Bianchi, ha affermato: “Nessuno dei 25 testimoni oculari poteva vedere con chiarezza quanto successo la notte del pestaggio di Willy Monteiro Duarte”. Il difensore ha anche affermato che “al momento del pestaggio, era buio e nessuno era in grado di vedere con chiarezza quello che stava succedendo a causa della troppa gente presente”.

Marco e Gabriele Bianchi

Il 12 maggio scorso, l’accusa ha chiesto l‘ergastolo per i fratelli Bianch. La procura di Velletri, che ha coordinato le indagini sul caso, ha chiesto anche la condanna a 24 anni di carcere per Mario Pincarelli e Marco Belleggia. I quattro imputati sono tutti accusati di concorso nell’omicidio del giovane e assistono all’udienza dalle celle in aula.

Ai giornalisti Lucia Monteiro Duarte, mamma di Willy, ha detto: “Mio figlio non si è ucciso da solo, qualcuno è stato”.

La sentenza sarà emessa il 4 luglio, anziché il 14 come precedentemente preannunciato dalla stessa Corte.

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