“Willy? Non so nemmeno come sia fatto”, la tesi difensiva di Gabriele Bianchi

Marco e Gabriele Bianchi

Gabriele Bianchi, indagato insieme al fratello e a due amici (Mario Pincarelli e Francesco Belleggia) per avere ucciso Willy Monteiro Duarte nella notte tra il 5 e il settembre, ha detto davanti al giudice di garanzia Giuseppe Boccarrato: «Willy? Io non saprei proprio come sia fatto, se dovessi descriverlo».

«L’ho visto solo in tv – ha aggiunto – quando sono state dette tutte quelle cose brutte sul mio conto e su quello di mio fratello. Ma non l’ho sfiorato con un dito».

«Le dichiarazioni di Gabriele Bianchi – scrive Giornalettismo.com – mettono in evidenza quale sia, al momento, la sua tesi difensiva. Quella, cioè, di non essere stato coinvolto direttamente nel pestaggio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso nella rissa a Colleferro, davanti al locale ‘Duedipicche’, e anzi di non averlo mai visto in faccia, se non nei giorni successivi al tragico evento, in televisione».

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La ricostruzione, quindi, dopo le domande del giudice, si fa ancora più confusa. Gabriele Bianchi si ritiene responsabile ‘soltanto’ di una spinta nei confronti di Emanuele Cenciarelli, l’amico che Willy ha difeso prima di essere ucciso.

Intanto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso la medaglia d’oro al valor civile alla memoria di Willy Monteiro. «Un atto estremamente importante e simbolico, che Fratelli d’Italia aveva proposto in Parlamento con una mozione sottoscritta e condivisa da forze di opposizione e maggioranza. Willy è un eroe di questo tempo e riconoscerlo come tale era una dovere delle Istituzioni», ha affermato su Facebook Giorgia Meloni, leader Fratelli d’Italia.

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