Yara, i giudici: “Valida la prova del DNA contro Massimo Bossetti”

La prova del DNA di Massimo Bossetti è valida in quanto “non sono stati violati i principi del contraddittorio e delle ragioni difensive“.

Così i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Brescia nelle motivazioni della sentenza che hanno confermato l’ergastolo per il muratore di Appello, accusato per l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate, in provincia di Bergamo, scomparsa e ritrovata morta nel 2011.

Yara Gambirasio e Massimo Bossetti.

I giudici hanno affermato che “si deve ribadire quindi ancora una volta e con chiarezza che un’eventuale perizia, chiesta a gran voce dalla difesa e dall’imputato, consentirebbe un mero controllo tecnico sul materiale documentale e sull’operato del RIS“.

I giudici hanno, inoltre, aggiunto che “non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni” del DNA trovato sul corpo della tredicenne.

Ed è per questo che – come si legge su Ansa.it – una perizia sarebbe stata un controllo del lavoro dei consulenti dell’accusa e della parte civile.